
È corretto dire « una notaio », « una notaia » o « Maître » senza distinzione di genere? La questione torna spesso nelle lettere, nelle email di successione o nelle formule di cortesia indirizzate a uno studio notarile. Tre forme coesistono nei dizionari, ma il loro uso reale nella professione e nella corrispondenza ufficiale diverge nettamente.
Notaio, notaia, notaressa: tabella comparativa delle forme attestati
| Forma | Fonte lessicale | Stato attuale | Uso professionale |
|---|---|---|---|
| una notaio | Le Robert, raccomandazioni ufficiali di femminilizzazione | Forma raccomandata | Utilizzata dagli studi, dagli elenchi, dai siti istituzionali |
| notaia | Larousse, Accademia francese (9ª edizione), Wiktionnaire | Invecchiata o regionale (Senegal) | Non utilizzata nella corrispondenza professionale in Francia |
| notaressa | Littré | Arcaica | Nessun uso contemporaneo |
La tabella mette in evidenza un divario tra ciò che i dizionari conservano per motivi di storicità e ciò che la professione ritiene. Il nome « notaio » rimane invariabile nel genere nella pratica professionale francese attuale. Quando si cerca di comprendere il femminile di notaio, la risposta più affidabile proviene dagli stessi organismi notarili: gli elenchi e le pagine di presentazione degli studi designano sistematicamente le donne che esercitano questa funzione come « notai ».

Perché « notaia » è scomparsa dall’uso comune
Il suffisso « -a » è stato a lungo utilizzato per formare i femminili in francese: « maîtresse », « comtesse », « doctoresse ». Per i nomi delle professioni giuridiche, questo procedimento è diminuito nel corso del XX secolo.
Il Wiktionnaire nota che « notaia » (attestato nel 1841) designava originariamente la moglie del notaio, non una donna che esercita la professione. Questo spostamento semantico spiega in parte il rifiuto della parola da parte delle professioniste stesse.
Il caso di « notaia » in Senegal
Il Wiktionnaire segnala un uso vivo di « notaia » in Senegal per designare una donna ufficiale ministeriale. Questa particolarità regionale non si ritrova nella francofonia europea né in Quebec, dove « notaio » è usato per entrambi i generi.
« Notaia » designava storicamente la moglie del notaio, non una praticante del diritto. Questa ambiguità ha contribuito al suo abbandono in Francia a favore della forma invariabile.
Titolo di cortesia e formula di cortesia: « Maître » per una donna notaio
Nella corrispondenza professionale, la questione del femminile di « notaio » si accompagna a un’altra interrogazione: bisogna scrivere « Maîtresse »? La risposta è no. Il titolo « Maître » rimane invariabile, che ci si rivolga a un uomo o a una donna che esercita la professione.
Le guide di pratica professionale confermano questa norma per le lettere e le email. Ecco le formule corrette secondo il contesto:
- Intestazione di lettera o email: « Maître » seguito dal cognome, senza menzione del genere (« Maître Dupont »)
- Formula di saluto: « Si prega di gradire, Maître, l’espressione delle mie distinte salutazioni »
- Indirizzo postale: « Maître [Nome Cognome], Notaio » o « Maître [Nome Cognome], Studio di [città] »
Questi usi valgono sia per una successione che per un atto di vendita o qualsiasi altra procedura che richieda una lettera a uno studio notarile.
Quando usare « Madame la notaio »
In un contesto meno formale o orale, « Madame la notaio » è una formulazione accettata. Combina la cortesia di genere e il titolo di funzione invariabile. Questa formulazione è corretta e non marcata stilisticamente.
D’altra parte, « Madame la notaia » non ha alcun uso professionale contemporaneo. Utilizzarla in una lettera ufficiale sarebbe percepito come un errore o un arcaismo.

Femminilizzazione delle professioni giuridiche: notaio tra gli altri titoli
Il trattamento del femminile di « notaio » si inserisce in un movimento più ampio di femminilizzazione dei nomi delle professioni in francese. Le professioni giuridiche presentano situazioni varie:
- Avvocato / avvocata: il femminile marcato è entrato nell’uso comune e nei testi ufficiali
- Giudice: invariabile nel genere, come « notaio »
- Ufficiale / ufficiala: il femminile esiste ma rimane poco frequente, « ufficiale di giustizia » è spesso impiegato senza distinzione
- Cancelliere / cancelliera: femminile comune e non contestato
I nomi terminati in « -aio » (notaio, commissario, segretario) seguono generalmente la regola dell’invariabilità: l’articolo solo segna il genere (un notaio, una notaio). Questa regolarità morfologica semplifica la questione per tutte queste professioni.
Quale termine usare in un’email o in una lettera a uno studio notarile
Per chi redige un’email a una notaio donna nel contesto di una successione, di una vendita o di una donazione, la scelta si riassume in due opzioni affidabili.
La prima: utilizzare « Maître » in ogni circostanza. È la formula più sicura, adatta a tutte le lettere formali. La seconda: impiegare « Madame la notaio » in uno scambio orale o semi-formale.
Nessun testo ufficiale raccomanda « notaia » nella corrispondenza professionale in Francia. I siti istituzionali del notariato, gli elenchi professionali e le guide di redazione giuridica convergono verso la stessa norma: « notaio » al femminile, « Maître » come titolo di cortesia.
Il verbo « indirizzare » una lettera a una donna notaio non pone quindi difficoltà grammaticali particolari. L’unica precauzione riguarda il titolo: si scrive « Maître », non « Maîtresse », e « notaio », non « notaia ».